Gli amministratori non sono "tutti uguali", attenzione ai poco informati ...
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Gli amministratori non sono "tutti uguali", attenzione ai poco informati ...

11 March 2014
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Questo è un Articolo del Marzo 2013, in originale, purtroppo, con piccolissime modifiche apportate, è ancora oggi in gran parte valido: Vorremmo porre l’attenzione sull’importanza che la riforma ha finalmente dato alla figura dell’amministratore condominiale, coadiuvata in tal senso anche dalla nuova Legge 4/2013, segnalando però contestualmente la scarsa professionalità sinora dimostrata da molti operatori del settore e la poca considerazione che alcuni di loro rivolgono alle medesime nuove normative.    Confabitare ha infatti voluto “indagare”, attraverso le varie sezioni presenti su tutto il territorio Nazionale, sui pensieri e le idee che i vari amministratori hanno potuto assumere in questi primi 2 anni trascorsi da quando la Riforma è stata approvata, verificando anche il grado di conoscenza relativo alla non meno importante riforma delle professioni non regolamentate, in vigore già, come sappiamo dal 10 febbraio 2013; purtroppo detta indagine, svolta parzialmente anche grazie all’ausilio di Internet e dei Social Network, ha dato esito nella gran parte dei casi sconfortante. Fermandoci solo alla legge 220/2012, diversi “amministratori” non sanno alcunché delle norme, pochissimi, per fortuna, non ne hanno neppure sentito parlare, altri si fermano alle notizie più eclatanti dal punto di vista giornalistico, quindi alla possibilità di distacco facilitato dall’impianto di riscaldamento e alla possibilità di tenere animali, quindi, di fatto solo quello che già sa qualsiasi condòmino anche poco informato, altri ancora, non si sa bene per quale motivo, ritengono che le nuove norme siano “illegali” e che verranno quindi presto abrogate, inutile perciò studiarle oggi, diversi conoscono vagamente le nuove norme, ma non sanno se e quando entreranno in vigore (oggi, nel 2015, evidentemente si … ma ciò non significa che ne abbiano compreso significato e nuovi obblighi). Insomma, una situazione veramente preoccupante, soprattutto per l’utente finale, il Cittadino-Condòmino, colui che con le nuove si è voluto cercare di tutelare il più possibile, “concedendogli” finalmente amministratori qualificati e che più raramente possano creare danni ai propri amministrati; se non si conoscono norme nuove e così importanti da incidere pesantemente sull’attività dell’amministratore, sulla gestione del proprio studio, sulle nuove innumerevoli maggiori responsabilità, sorgono forti dubbi sulla conoscenza che tali “operatori” possano avere a riguardo delle altre svariate norme che ogni giorno debbono essere affrontate, a rischio altrimenti sanzioni o denaro sprecato a carico degli amministrati.   Tali personaggi, nella vana speranza dell’abrogazione della riforma, stanno inoltre perdendo mesi (ora anni) preziosi per attrezzare le proprie strutture alla nuova mole di lavoro imposta, con conseguenti futuri ingenti disagi per i propri amministrati. Lo Stato e gli altri enti amministrativi faticheranno ad effettuare le verifiche sull’idoneità a svolgere l’attività secondo i nuovi dettami, dovranno quindi essere i condòmini ad effettuare le indispensabili verifiche del caso, così da non rendere vano lo sforzo statale per tutelare i lori interessi, potranno farlo rivolgendosi alle associazioni della proprietà presenti in pressoché ogni Provincia e chiedendo ai loro amministratori notizie a riguardo della loro “conformità”; ma, soprattutto, rivolgendosi solo a strutture ben organizzate che da anni studiano metodi di adattamento dei propri affiliati alle nuove normative (sin almeno da quando il Senato licenziò la prima stesura della nuova Legge) o, almeno, ad iscritti alle associazioni professionali più serie e maggiormente rappresentative, quali Confamministrare o quelle del Gruppo Unimmobiliare, le quali, quanto meno, informano costantemente ed abbondantemente i propri associati sulle varie novità legali; in caso contrario, riteniamo, i condòmini in futuro non potranno che trovarsi nei guai; pensiamo, ad esempio, ad amministratori non abilitati o addirittura ipso iure non più in carica per violazione di norme non conosciute, che possano firmare contratti a nome dei condominii gestisti, senza averne titolo …..

A Cura di Franco Pani Presidente Nazionale del Centro Studi Condominiali di Confabitare

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